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Una folla composta e silenziosa, sabato primo giugno, ha seguito l’illuminante evangelizzazione di Fratel Cosimo che, dopo aver esortato tutti alla riconciliazione con il Signore, attraverso la confessione, alla preghiera per le sante vocazioni sacerdotali e alla costante frequenza della parrocchia e dei sacramenti, ha, come sempre, tratto spunto da un brano del Vangelo. In questo caso, l’uomo di Dio, ha tratto la sua riflessione dal capitolo 16, versetti dal 16 al 25, del Vangelo di Matteo: “Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la  propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Fratelli cari” – ha esordito il mistico calabrese, l’ultimo rimasto, nella bella regione meridionale, dopo la morte della compianta Natuzza Evolo – “per seguire Gesù ci sono delle condizioni ben chiare e precise da osservare: non possiamo seguire Gesù con le mani in tasca e nemmeno con dei cuori rivolti alle attrattive di questo mondo. I versetti del Vangelo, che ho appena citato” – ha continuato – “ ci indicano almeno due condizioni per seguire Gesù. La prima condizione: rinunziare a se stesso e rinunziare a sé stesso vuol dire, sottomettersi in tutto e per tutto al Signore, in modo tale da non tenere più in alcun conto i propri desideri ed i propri sentimenti, per volere, per pensare e per fare solo ciò che Gesù ci indica. La seconda condizione è: prendere la propria croce. La croce, miei cari, sapete a che cosa serve? Serve a ricordarci che colui che seguiamo, cioè Gesù Cristo, un giorno è stato per noi crocifisso. Inoltre” – ha evidenziato il servo di Dio e della Chiesa – “la croce ci serve a crocifiggere il nostro io, il nostro orgoglio, le nostre passioni mondane e carnali. Prendere la propria croce vuole dire essere disposti al sacrificio e alla sofferenza in quanto, la vita cristiana, se vogliamo, non è una piacevole passeggiata, ma un cammino costellato di piccole e grandi lotte quotidiane, lotte contro il nostro io, lotte contro il peccato, lotte contro satana. Seguire Gesù vuole dire: avere Lui come unico punto di riferimento costante, evitando, come purtroppo facciamo, di prendere delle decisioni per conto nostro. Mettiamoci, dunque, veramente al seguito di Gesù, rinunziando a noi stessi e a tutto ciò che potrebbe essere di ostacolo alla salvezza della nostra anima”.
GIUSEPPE CAVALLO

 

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